Mercedes al giorno della verità: macchina nuova o vecchia?

Charles Leclerc è arrivato in auto dopo che il suo volo privato lo aveva piantato in asso. Sui 350 chilometri da Kuala Lumpur a Singapore non ha avuto problemi e, vista la fortiruna che lo persefuita, già questa è una notizia. Valtteri Bottas è arrivato pedalando in mountain bike insieme alla sua fidanzata che è una campionessa delle due ruote. È andato più veloce di quanto sarebbe andato con la sua Cadillac.

Battute a parte la Formula 1 si prepara a cominciare l’ultimo weekend sprint della stagione, il primo sulla pista toboga di Singapore dove c’è il 60% di probabilità che entri in azione una Safety Car. Ci manca solo una gara sprint con Safety Car per completare la galleria di orrori di questo trittico asiatico cominciato a Baku ed arrivato a Marina Bay dopo i bug e i monsoni della Malesia. Ci sono in palio 23 punti, un bottino che farebbe comodo a Russell per tenere aperto il suo sogno visto che recuperare 84 su Kimi.

Peccato che George debba cambiare il motore Mercedes e quindi pagare una penalità che lo costringerà a partire dal fondo su una pista dove in 19 anni di gare, solo tre volte ha vinto chi non scattava in pole. Lo attende un’impresa impossibile. Forse era meglio cambiargli il motore in Malesia…

Di certo è un bell’assist per Kimi Antonelli che non dovrà neppure danaroso l’anima per aumentare il vantaggio e accelerare il conto alla rovescia verso un Mondiale storico peer l’Italia, ma anche per la Formual 1 che un campione così giovane non lo aveva mai avuto. Nell’unica ora di prove prima deòlle qualifiche Sprint la Mercedes dovrà completare anche il paragone tra la macchina vecchia e quella con le modifiche di Sepang che non ha dato i risultati sperati.

Un’ora per capitare se proseguire o tornate al vecchio per tenere lontana una concorrenza che si chiama ancora Max Verstappen, anche se Singapore è una delle poche piste dove Max non ha ancora vinto. Come Leclerc che pure ha collezionato due pole di fila… Questa è una pista dove Charles può metterci il suo talento anche se la Ferrari SF 26 non gli ha fin qui permesso di fare il fenomeno in qualifica. Sarebbe anche ora, prima che Vasseur se la prenda ancora con la stampa italiana.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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